iPad ovunque, iBook Store solo in USA?

Continua a lasciare perplessi la politica Apple. L’iPad verrà venduto in tutto il mondo, liberamente e senza blocchi, ma il suo punto cardine, l’iBook Store, invece no.

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Lo store, vera e propria libreria digitale, sarà usufruibile solo negli Stati Uniti, trasformando a tutti gli effetti l’iPad in un “iPod Touch gigante” visto che la sua peculiarità viene così castrata fuori il suolo americano. Speriamo che sia solo una scelta temporanea, onde evitare una marea di account fake americani icon smile iPad ovunque, iBook Store solo in USA? News ipad iBook store


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  • annieblu

    «ma il suo punto cardine, l’iBook Store»

    Ma chi l’ha detto che l’iBook Store sarebbe il punto cardine dell’iPad?

    Durante il keynote, Steve Jobs non l’ha messo in particolare evidenza, come ha invece fatto con tutte le altre funzionalità.

    Per come la vedo io, l’iPad non nasce come un e-reader con altre funzionalità, ma come un nuovo tipo di oggetto (chiamatelo come volete, anche tablet, la mia sensazione è che d’ora in poi si chiamerà pad o iPad e basta): che fa molte cose, meno di quelle che fa un laptop, meglio di come le fa un notebook, più comodamente di come le fa un iPhone/iPod touch; e tra le tante anche eventualmente la e-lettura.

    Per quel che fa e per come è stato presentato, credo che sarà appetito da chi altrimenti si trascinerebbe dietro il laptop solo per avere con sé email, browser, giochi e poco altro, tutte cose che hanno fatto la fortuna dell’iPhone e dell’iPod touch e che su iPad dovrebbero decisamente essere più comode.

    Che il suo punto di forza dovessero essere gli eBook in concorrenza con Kindle è solo ciò che è stato detto da tutti gli altri, ma mi pare non da Apple, né prima né durante né dopo il keynote. Sia quel paragone sia quello con i laptop credo siano profondamente fuoriluogo, un po’ come mettere a confronto infradito e anfibi solo perché entrambi si portano ai piedi.

    Quanto rilievo possa poi avere un iBook store in Italia, quando è noto e dimostrato che la stragrande maggioranza degli italiani legge meno di un libro all’anno e sono ancora pochi gli italiani che usano un computer al di fuori dell’ufficio (dove spesso lo usano in modo molto limitato e incompetente), ecco, sinceramente, se io fossi uno che deve investire nell’apertura di un iBook store per l’Italia credo che non lo farei proprio.

  • Simone Tambasco

    condivido ciò che hai scritto. il punto cardine era una mia opinione in quanto, secondo me, l’iPad si posiziona in un settore particolare, è troppo grande per essere un iPod Touch ed è troppo incompleto per essere un netbook/laptop. Certo può fare entrambe le cose ovviamente. Secondo me l’iPad, inutile nasconderlo, darà una ventata d’aria fresca all’editoria INTERNAZIONALE, e non passerà molto prima che le principali (e non) testate giornalistiche rilascino una versione “ipad ready” cosi come non passerà molto prima di vedere il best seller del momento disponibile anche per iPad, ma (almeno per ora) SOLO in US. Il suo segmento è quello per me, diciamo un kindle con funzionalità avanzate :)

  • Olindo

    Salute.

    Credo che la difficoltà sia insita nell’editoria italiana: mettere in linea un libro richiede una serie d’accordi commerciali tra le varie case editrici, gli autori e la distribuzione. In poche parole, i soldi a chi andranno? Tutto ciò con buona pace del lettore. Certo che avere una libreria che pesa 7/8 etti, è un sogno, soprattutto se si pensa che i romanzi sono stampati su cartaccia certo destinata a durare pochissimo…

    Olindo

  • Simone Tambasco

    d’accordo con quel che dici, inoltre ll’editoria, italiana e non, può fare sia l’uno che l’altro. Secondo me.